Negli ultimi anni l’idrogeno è entrato stabilmente nelle politiche energetiche europee come vettore complementare alle fonti rinnovabili, necessario per accompagnare i settori più difficili da decarbonizzare. In questo senso, il Friuli Venezia Giulia si è portato avanti costruendo reti e progettualità concrete, coinvolgendo enti e stakeholder, e traducendo questo percorso in una Strategia regionale per l’idrogeno approvata nell’ambito del Piano Energetico Regionale. Tra gli obiettivi previsti figura lo sviluppo di un ecosistema regionale fondato sull’intera filiera dell’idrogeno rinnovabile, inclusa la realizzazione di stazioni di rifornimento per mezzi a idrogeno.
In questo contesto si inserisce il progetto TransH2, Interreg Italia-Croazia, che contribuisce a rafforzare una delle dimensioni più strategiche dell’ecosistema regionale: quella marittima. Nell’ambito del progetto, M.A.R.E. TC FVG ha analizzato la fattibilità tecnica ed economica dell’installazione di stazioni di rifornimento a idrogeno nei porti dell’Adriatico, tra cui l’area portuale di Trieste. Lo studio affronta in modo integrato aspetti tecnologici, normativi e di sicurezza, individuando soluzioni compatibili con il quadro regolatorio nazionale ed europeo, e approfondisce i profili di investimento, i modelli di finanziamento e la sostenibilità economica delle configurazioni ipotizzate. I documenti saranno presto disponibili nella pagina web del progetto.
L’analisi ha riguardato tre stazioni pilota – Trieste, Spalato e Zara – delineando per ciascun contesto scenari tecnici e finanziari coerenti con le specificità territoriali. Nel caso triestino, l’area portuale emerge come nodo strategico di un ecosistema integrato capace di connettere produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno. In questa prospettiva, e in vista della pubblicazione della EU Ports Strategy uscita il 4 marzo, porti si configurano sempre più come hub energetici, in grado di integrare catene del valore, infrastrutture e reti transnazionali, superando la sola dimensione logistica tradizionale.
Parallelamente, il lavoro sviluppato nel progetto – con il contributo tecnico di Navalprogetti e dell’Università di Trieste – rafforza la filiera marittima regionale, valorizzando competenze già consolidate sul territorio. Le analisi relative alle soluzioni di bordo, ai profili di consumo e alle configurazioni impiantistiche per traghetti e unità a corto raggio si innestano su un tessuto produttivo che comprende cantieristica, impiantistica avanzata, automazione e gestione di sistemi energetici complessi.
In un contesto europeo che richiede di coniugare neutralità climatica, sicurezza energetica e competitività industriale, il Friuli Venezia Giulia rafforza il proprio posizionamento come laboratorio transnazionale dell’idrogeno. Il sistema portuale e la capacità di integrazione delle competenze industriali e scientifiche rappresentano elementi che si allineano con la strategia regionale.
Infine, è stato attivato un questionario rivolto ad autorità pubbliche, operatori portuali, investitori e promotori di progetti legati all’idrogeno nella logistica marittima. Il questionario intende raccogliere dati su investimenti in corso e pianificati a supporto della transizione energetica e andrà a integrare il report sopracitato sugli investimenti nel settore. Compila il questionario cliccando qui.
Negli ultimi anni l’idrogeno è entrato stabilmente nelle politiche energetiche europee come vettore complementare alle fonti rinnovabili, necessario per accompagnare i settori più difficili da decarbonizzare. In questo senso, il Friuli Venezia Giulia si è portato avanti costruendo reti e progettualità concrete, coinvolgendo enti e stakeholder, e traducendo questo percorso in una Strategia regionale per l’idrogeno approvata nell’ambito del Piano Energetico Regionale. Tra gli obiettivi previsti figura lo sviluppo di un ecosistema regionale fondato sull’intera filiera dell’idrogeno rinnovabile, inclusa la realizzazione di stazioni di rifornimento per mezzi a idrogeno.
In questo contesto si inserisce il progetto TransH2, Interreg Italia-Croazia, che contribuisce a rafforzare una delle dimensioni più strategiche dell’ecosistema regionale: quella marittima. Nell’ambito del progetto, M.A.R.E. TC FVG ha analizzato la fattibilità tecnica ed economica dell’installazione di stazioni di rifornimento a idrogeno nei porti dell’Adriatico, tra cui l’area portuale di Trieste. Lo studio affronta in modo integrato aspetti tecnologici, normativi e di sicurezza, individuando soluzioni compatibili con il quadro regolatorio nazionale ed europeo, e approfondisce i profili di investimento, i modelli di finanziamento e la sostenibilità economica delle configurazioni ipotizzate. I documenti saranno presto disponibili nella pagina web del progetto.
L’analisi ha riguardato tre stazioni pilota – Trieste, Spalato e Zara – delineando per ciascun contesto scenari tecnici e finanziari coerenti con le specificità territoriali. Nel caso triestino, l’area portuale emerge come nodo strategico di un ecosistema integrato capace di connettere produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno. In questa prospettiva, e in vista della pubblicazione della EU Ports Strategy uscita il 4 marzo, porti si configurano sempre più come hub energetici, in grado di integrare catene del valore, infrastrutture e reti transnazionali, superando la sola dimensione logistica tradizionale.
Parallelamente, il lavoro sviluppato nel progetto – con il contributo tecnico di Navalprogetti e dell’Università di Trieste – rafforza la filiera marittima regionale, valorizzando competenze già consolidate sul territorio. Le analisi relative alle soluzioni di bordo, ai profili di consumo e alle configurazioni impiantistiche per traghetti e unità a corto raggio si innestano su un tessuto produttivo che comprende cantieristica, impiantistica avanzata, automazione e gestione di sistemi energetici complessi.
In un contesto europeo che richiede di coniugare neutralità climatica, sicurezza energetica e competitività industriale, il Friuli Venezia Giulia rafforza il proprio posizionamento come laboratorio transnazionale dell’idrogeno. Il sistema portuale e la capacità di integrazione delle competenze industriali e scientifiche rappresentano elementi che si allineano con la strategia regionale.
Infine, è stato attivato un questionario rivolto ad autorità pubbliche, operatori portuali, investitori e promotori di progetti legati all’idrogeno nella logistica marittima. Il questionario intende raccogliere dati su investimenti in corso e pianificati a supporto della transizione energetica e andrà a integrare il report sopracitato sugli investimenti nel settore. Compila il questionario cliccando qui.