Il progetto ROMVessel, nato dalla collaborazione tra i soci del Cluster MES ed ENGYS con il supporto dell’Università degli Studi di Trieste e FAST Computing, si è concluso introducendo un approccio innovativo alla progettazione di strutture navali per il contenimento e il trasporto di fluidi criogenici, fondato sull’integrazione tra FEM, CFD e modelli a ordine ridotto (ROM). I risultati evidenziano la solidità della procedura numerica adottata e la sua applicabilità in ambito ingegneristico, con un ruolo centrale del confronto tra simulazioni numeriche e dati sperimentali.
Per MES, la fase sperimentale ha rappresentato un passaggio chiave nel confronto con le pratiche consolidate della progettazione navale, tradizionalmente guidate da stringenti requisiti regolatori internazionali. «Le attività sperimentali ci hanno consentito di analizzare con elevato livello di dettaglio la distribuzione delle temperature nelle strutture di scafo e di individuare con precisione i picchi termici nei diversi scenari considerati. Questi risultati hanno fornito un riferimento fondamentale per confrontare le metodologie avanzate sviluppate nell’ambito di ROMVessel con gli approcci tradizionali finora adottati» – commenta Marco La Valle, General Manager di MES.
Queste attività si collocano tra le prime applicazioni in cui dati sperimentali in ambito criogenico vengono utilizzati in modo sistematico per supportare e verificare l’impiego di strumenti avanzati di simulazione nella progettazione navale.
Dal lato ENGYS, i risultati confermano la solidità dell’impostazione numerica adottata.
«Abbiamo ottenuto un buon riscontro dal confronto tra i dati di temperatura registrati nella camera di prova ed i risultati CFD, evidenziando una buona capacità predittiva dei modelli sviluppati – spiega Emiliano Costa, Programme Manager ENGYS –. Parallelamente, siamo riusciti a generare modelli a ordine ridotto (ROM) dei campi CFD di interesse, come la temperatura e il coefficiente di scambio convettivo (CHT), in funzione dei parametri di input nel loro intervallo di variazione».
L’integrazione tra casi CFD ad alta fedeltà e modelli a ordine ridotto permette di calcolare informazioni termofluidodinamiche complesse mediante strumenti efficienti e utilizzabili in fase progettuale, superando i limiti degli approcci tradizionali. ROMVessel definisce così una base metodologica per la progettazione e la verifica di strutture navali in condizioni criogeniche, con applicazioni ai sistemi per gas liquefatti e alle soluzioni emergenti legate al trasporto di idrogeno liquido.
Il progetto è stato supportato da M.A.R.E. TC FVG, che ha accompagnato le attività dalla fase di impostazione progettuale alle attività di project management, contribuendo al coordinamento e alla valorizzazione dei risultati.
Il progetto ROMVessel, nato dalla collaborazione tra i soci del Cluster MES ed ENGYS con il supporto dell’Università degli Studi di Trieste e FAST Computing, si è concluso introducendo un approccio innovativo alla progettazione di strutture navali per il contenimento e il trasporto di fluidi criogenici, fondato sull’integrazione tra FEM, CFD e modelli a ordine ridotto (ROM). I risultati evidenziano la solidità della procedura numerica adottata e la sua applicabilità in ambito ingegneristico, con un ruolo centrale del confronto tra simulazioni numeriche e dati sperimentali.
Per MES, la fase sperimentale ha rappresentato un passaggio chiave nel confronto con le pratiche consolidate della progettazione navale, tradizionalmente guidate da stringenti requisiti regolatori internazionali. «Le attività sperimentali ci hanno consentito di analizzare con elevato livello di dettaglio la distribuzione delle temperature nelle strutture di scafo e di individuare con precisione i picchi termici nei diversi scenari considerati. Questi risultati hanno fornito un riferimento fondamentale per confrontare le metodologie avanzate sviluppate nell’ambito di ROMVessel con gli approcci tradizionali finora adottati» – commenta Marco La Valle, General Manager di MES.
Queste attività si collocano tra le prime applicazioni in cui dati sperimentali in ambito criogenico vengono utilizzati in modo sistematico per supportare e verificare l’impiego di strumenti avanzati di simulazione nella progettazione navale.
Dal lato ENGYS, i risultati confermano la solidità dell’impostazione numerica adottata.
«Abbiamo ottenuto un buon riscontro dal confronto tra i dati di temperatura registrati nella camera di prova ed i risultati CFD, evidenziando una buona capacità predittiva dei modelli sviluppati – spiega Emiliano Costa, Programme Manager ENGYS –. Parallelamente, siamo riusciti a generare modelli a ordine ridotto (ROM) dei campi CFD di interesse, come la temperatura e il coefficiente di scambio convettivo (CHT), in funzione dei parametri di input nel loro intervallo di variazione».
L’integrazione tra casi CFD ad alta fedeltà e modelli a ordine ridotto permette di calcolare informazioni termofluidodinamiche complesse mediante strumenti efficienti e utilizzabili in fase progettuale, superando i limiti degli approcci tradizionali. ROMVessel definisce così una base metodologica per la progettazione e la verifica di strutture navali in condizioni criogeniche, con applicazioni ai sistemi per gas liquefatti e alle soluzioni emergenti legate al trasporto di idrogeno liquido.
Il progetto è stato supportato da M.A.R.E. TC FVG, che ha accompagnato le attività dalla fase di impostazione progettuale alle attività di project management, contribuendo al coordinamento e alla valorizzazione dei risultati.