Nell’ambito del progetto Horizon Europe Blue-Cloud 2026, recentemente riconosciuto come Nodo Europeo Digital Twin Ocean nell’ambito della Partnership EOSC, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, sta finalizzando la generazione di raccolte di dati validate e armonizzate su variabili oceaniche essenziali (EOVs), fondamentali per colmare il divario tra ricerca accademica e la sua applicazione ai fini della salvaguardia ambientale.
Sviluppo Sostenibile e resilienza ai rischi legati alla crisi ambientale sono concetti di cui si parla molto e quanto mai urgenti da mettere in pratica. Ma come? Quali sono i principali ostacoli? Nel 2019, nel documento “Sustainable Development Goals Policy Briefs”, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) segnalò che “una significativa lacuna nei dati causa una mancanza di investimenti nel raggiungimento della dimensione ambientale degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” e che “il 68% degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile relativi all’ambiente non dispone di dati sufficienti a livello globale per valutare i progressi”. Questa lacuna sussisteva nonostante da oltre dieci anni l’Unione Europea avesse finanziato iniziative per la raccolta e lo scambio di dati marini. Dal 2019 in Europa sono stati compiuti ulteriori sforzi per colmare questa lacuna attraverso il miglioramento dei sistemi di monitoraggio ambientale e delle strategie condivise per la gestione e l’utilizzo dei dati.
L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS ha partecipato a numerose iniziative Horizon Europe, il principale programma dell’Unione Europea per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione, tra cui il progetto Blue-Cloud-2026, che esplora e dimostra il potenziale della scienza aperta per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità di mari e oceani.
Il progetto Blue-Cloud
Blue-Cloud una piattaforma virtuale in cui esperti in scienze marine, informatica e gestione dei dati collaborano per migliorare i dati e metadati secondo i principi FAIR. Blue-Cloud utilizza D4Science, una infrastruttura digitale aperta e flessibile basata sul cloud, ospitata dal CNR-ISTI di Pisa, Italia, attraverso la quale si accede a diversi servizi, in maniera collaborativa e intuitiva. Dal 2019 Blue-Cloud ha creato una federazione di archivi di dati marini multidisciplinari e ha sviluppato e integrato degli strumenti per l’interoperabilità, il controllo di qualità, la visualizzazione e l’analisi dei dati. La piattaforma consente di creare e personalizzare ambienti di lavoro virtuali per elaborare i dati in modo sicuro da qualsiasi luogo.
“Da quest’anno Blue-Cloud è l’EOSC Node | European Digital Twin Ocean (“Nodo EOSC, Gemello digitale dell’oceano) integrato nello European Open Science Cloud (EOSC), l’ambiente europeo federato in cui ricercatori e ricercatrici possono trovare, accedere, condividere e riutilizzare dati, strumenti e servizi, favorendo pratiche di ricerca aperta tra discipline e Paesi. Si tratta di un enorme riconoscimento, che attesta i frutti di quasi 10 anni di collaborazione, e che soprattutto garantirà nuove risorse tecnologiche, computazionali e scientifiche per il suo sviluppo ulteriore, a disposizione della comunità scientifica marina in tutta Europa.” Sara Pittonet Gaiarin, Trust-IT Services, Blue-Cloud 2026 Project Manager
Elaborazione di big data sulle Variabili Oceaniche Essenziali
Il progetto ha sviluppatotre distinti flussi dedicati all’elaborazione di Big Data che consentono di generare raccolte di dati validate e armonizzate relative a una selezione di variabili oceaniche essenziali (EOVs) nei settori della fisica, della chimica e dell’ecosistema marino. In ciascun flusso, i dati integrati provengono da diverse Infrastrutture di Dati Blu (Blue Data Infrastructures – BDI) dell’Unione Europea e di Paesi extra-UE, che vengono restituiti alle stesse infrastrutture dopo aver beneficiato di ulteriori controlli di qualità. Il risultato di questa stretta interazione “uno-a-molti” tra Blue-Cloud e le BDI è la creazione di archivi di Big Data validati e standardizzati, ottenuti a partire da diversi archivi, con un vantaggio reciproco.
Un banco di lavoro per la produzione di dati di eutrofizzazione
Insieme a diversi istituti europei, il Centro Nazionale Dati Oceanografici (NODC) in OGS sta lavorando al flusso di lavoro su diverse EOVs nelle acque marine costiere e open sea. La partnership sta combinando i dati presenti in tre BDI: lo European Marine Observation and Data Network (EMODnet), la piattaforma europea per la raccolta dei dati marini in-situ , Copernicus Marine Service – la piattaforma europea per i dati satellitari, e il World Ocean Database. Il flusso permette di integrare, armonizzare, standardizzare e scaricare un sottoinsieme di dati, a partire dalle tre diverse fonti. Inoltre, i dati sono corredati da una serie di metadati che facilitano il loro riutilizzo e riproducibilità. NODC impiegherà i dataset integrati all’interno di un laboratorio virtuale di Blue-Cloud per valutare lo stato trofico delle acque marine costiere e generare nuova conoscenza.
“NODC, in qualità di coordinatore di EMODnet Chemistry, ha valorizzato i dati del progetto e le sue competenze per realizzare il flusso di lavoro. L’esperienza di EMODnet nella gestione dei dati marini è stata fondamentale per garantire qualità, disponibilità e affidabilità dei dati. Blue-Cloud ha reso il modo di lavorare sui dati marini più efficiente e innovativo, grazie a laboratori di ricerca virtuali e collaborativi che apreono la strada a ulteriori sviluppi e applicazioni da parte di diverse comunità.” Alessandra Giorgetti, OGS
“NODC ha contribuito a sviluppare strumenti che permettono di monitorare e analizzare l’andamento delle variabili oceaniche essenziali legate all’eutrofizzazione, come la clorofilla, i nutrienti e l’ossigeno disciolto. Questi parametri sono fondamentali per comprendere lo stato di salute degli ecosistemi marini e gli impatti delle attività umane soprattutto sulle aree più vulnerabili, come la fascia costiera. L’intento è di rendere grosse quantità di dati e gli strumenti per la loro elaborazione facilmente accessibili a ricercatori, decisori politici ei cittadini, promuovendo la condivisione delle informazioni e la gestione sostenibile degli ecosistemi marini in linea con iniziative internazionali, come l’Ocean Decade per lo Sviluppo Sostenibile.” Catalina Reyes Suarez, OGS
Per saperne di più sul progetto visita il sito Blue-Cloud e, in particolare, la sezione Blue-Cloud Training Academy
L’evento finale: Brussels, Maggio 2026
L’evento finale del progetto Blue-Cloud 2026 si terrà a Brussel il 28 maggio 2026, è gratuito e aperto a tutti.
Per maggiori e informazioni clicca qui.
Nell’ambito del progetto Horizon Europe Blue-Cloud 2026, recentemente riconosciuto come Nodo Europeo Digital Twin Ocean nell’ambito della Partnership EOSC, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, sta finalizzando la generazione di raccolte di dati validate e armonizzate su variabili oceaniche essenziali (EOVs), fondamentali per colmare il divario tra ricerca accademica e la sua applicazione ai fini della salvaguardia ambientale.
Sviluppo Sostenibile e resilienza ai rischi legati alla crisi ambientale sono concetti di cui si parla molto e quanto mai urgenti da mettere in pratica. Ma come? Quali sono i principali ostacoli? Nel 2019, nel documento “Sustainable Development Goals Policy Briefs”, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) segnalò che “una significativa lacuna nei dati causa una mancanza di investimenti nel raggiungimento della dimensione ambientale degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” e che “il 68% degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile relativi all’ambiente non dispone di dati sufficienti a livello globale per valutare i progressi”. Questa lacuna sussisteva nonostante da oltre dieci anni l’Unione Europea avesse finanziato iniziative per la raccolta e lo scambio di dati marini. Dal 2019 in Europa sono stati compiuti ulteriori sforzi per colmare questa lacuna attraverso il miglioramento dei sistemi di monitoraggio ambientale e delle strategie condivise per la gestione e l’utilizzo dei dati.
L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS ha partecipato a numerose iniziative Horizon Europe, il principale programma dell’Unione Europea per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione, tra cui il progetto Blue-Cloud-2026, che esplora e dimostra il potenziale della scienza aperta per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità di mari e oceani.
Il progetto Blue-Cloud
Blue-Cloud una piattaforma virtuale in cui esperti in scienze marine, informatica e gestione dei dati collaborano per migliorare i dati e metadati secondo i principi FAIR. Blue-Cloud utilizza D4Science, una infrastruttura digitale aperta e flessibile basata sul cloud, ospitata dal CNR-ISTI di Pisa, Italia, attraverso la quale si accede a diversi servizi, in maniera collaborativa e intuitiva. Dal 2019 Blue-Cloud ha creato una federazione di archivi di dati marini multidisciplinari e ha sviluppato e integrato degli strumenti per l’interoperabilità, il controllo di qualità, la visualizzazione e l’analisi dei dati. La piattaforma consente di creare e personalizzare ambienti di lavoro virtuali per elaborare i dati in modo sicuro da qualsiasi luogo.
“Da quest’anno Blue-Cloud è l’EOSC Node | European Digital Twin Ocean (“Nodo EOSC, Gemello digitale dell’oceano) integrato nello European Open Science Cloud (EOSC), l’ambiente europeo federato in cui ricercatori e ricercatrici possono trovare, accedere, condividere e riutilizzare dati, strumenti e servizi, favorendo pratiche di ricerca aperta tra discipline e Paesi. Si tratta di un enorme riconoscimento, che attesta i frutti di quasi 10 anni di collaborazione, e che soprattutto garantirà nuove risorse tecnologiche, computazionali e scientifiche per il suo sviluppo ulteriore, a disposizione della comunità scientifica marina in tutta Europa.” Sara Pittonet Gaiarin, Trust-IT Services, Blue-Cloud 2026 Project Manager
Elaborazione di big data sulle Variabili Oceaniche Essenziali
Il progetto ha sviluppatotre distinti flussi dedicati all’elaborazione di Big Data che consentono di generare raccolte di dati validate e armonizzate relative a una selezione di variabili oceaniche essenziali (EOVs) nei settori della fisica, della chimica e dell’ecosistema marino. In ciascun flusso, i dati integrati provengono da diverse Infrastrutture di Dati Blu (Blue Data Infrastructures – BDI) dell’Unione Europea e di Paesi extra-UE, che vengono restituiti alle stesse infrastrutture dopo aver beneficiato di ulteriori controlli di qualità. Il risultato di questa stretta interazione “uno-a-molti” tra Blue-Cloud e le BDI è la creazione di archivi di Big Data validati e standardizzati, ottenuti a partire da diversi archivi, con un vantaggio reciproco.
Un banco di lavoro per la produzione di dati di eutrofizzazione
Insieme a diversi istituti europei, il Centro Nazionale Dati Oceanografici (NODC) in OGS sta lavorando al flusso di lavoro su diverse EOVs nelle acque marine costiere e open sea. La partnership sta combinando i dati presenti in tre BDI: lo European Marine Observation and Data Network (EMODnet), la piattaforma europea per la raccolta dei dati marini in-situ , Copernicus Marine Service – la piattaforma europea per i dati satellitari, e il World Ocean Database. Il flusso permette di integrare, armonizzare, standardizzare e scaricare un sottoinsieme di dati, a partire dalle tre diverse fonti. Inoltre, i dati sono corredati da una serie di metadati che facilitano il loro riutilizzo e riproducibilità. NODC impiegherà i dataset integrati all’interno di un laboratorio virtuale di Blue-Cloud per valutare lo stato trofico delle acque marine costiere e generare nuova conoscenza.
“NODC, in qualità di coordinatore di EMODnet Chemistry, ha valorizzato i dati del progetto e le sue competenze per realizzare il flusso di lavoro. L’esperienza di EMODnet nella gestione dei dati marini è stata fondamentale per garantire qualità, disponibilità e affidabilità dei dati. Blue-Cloud ha reso il modo di lavorare sui dati marini più efficiente e innovativo, grazie a laboratori di ricerca virtuali e collaborativi che apreono la strada a ulteriori sviluppi e applicazioni da parte di diverse comunità.” Alessandra Giorgetti, OGS
“NODC ha contribuito a sviluppare strumenti che permettono di monitorare e analizzare l’andamento delle variabili oceaniche essenziali legate all’eutrofizzazione, come la clorofilla, i nutrienti e l’ossigeno disciolto. Questi parametri sono fondamentali per comprendere lo stato di salute degli ecosistemi marini e gli impatti delle attività umane soprattutto sulle aree più vulnerabili, come la fascia costiera. L’intento è di rendere grosse quantità di dati e gli strumenti per la loro elaborazione facilmente accessibili a ricercatori, decisori politici ei cittadini, promuovendo la condivisione delle informazioni e la gestione sostenibile degli ecosistemi marini in linea con iniziative internazionali, come l’Ocean Decade per lo Sviluppo Sostenibile.” Catalina Reyes Suarez, OGS
Per saperne di più sul progetto visita il sito Blue-Cloud e, in particolare, la sezione Blue-Cloud Training Academy
L’evento finale: Brussels, Maggio 2026
L’evento finale del progetto Blue-Cloud 2026 si terrà a Brussel il 28 maggio 2026, è gratuito e aperto a tutti.
Per maggiori e informazioni clicca qui.