Il futuro della cantieristica europea si gioca anche sulla capacità di attrarre nuovi talenti, preservare il know-how industriale e sviluppare le competenze necessarie alle transizioni verde e digitale. Una sfida sempre più urgente, considerando che circa il 40% della forza lavoro del settore è destinato al pensionamento nel prossimo decennio.
Di questo si è discusso l’8 ottobre a Trieste, durante l’evento “Industria e formazione per il futuro della cantieristica europea: dalla strategia all’azione”, organizzato da M.A.R.E. TC FVG nell’ambito del progetto europeo LeaderSHIP.
Nel mercato cantieristico mondiale dominato dall’Asia, l’OCSE ha richiamato la carenza di specialisti e il rischio di perdere competenze maturate nel tempo. La Commissione europea – DG GROW ha collocato queste sfide nella strategia industriale marittima dell’UE, che punta su innovazione, occupazione di qualità e filiere più forti, anche attraverso la nuova EU Industrial Maritime Value Chains Alliance.
Questa direzione è stata tracciata dalla Strategia settoriale per le competenze sviluppata da LeaderSHIP, presentata da SEA Europe: tra le proposte, trasferimento del know-how, formazione accessibile alle PMI e monitoraggio dei fabbisogni. Tra gli obiettivi della strategia rientra anche quello di attrarre e trattenere nuovi talenti, con particolare attenzione a giovani, donne e NEET.
Nel Policy Café, coordinato da EnAIP FVG, imprese, università, scuole ed enti di formazione hanno discusso le esigenze del territorio, tra cui la difficoltà di reperire ingegneri navali, saldatori e operatori di cantiere. Rendere più attrattiva la cantieristica significa avvicinare i giovani alle STEM e alle professioni del mare fin dai primi anni di scuola, migliorare le condizioni di lavoro, anche in termini di retribuzione ed equilibrio tra vita privata e lavoro, offrire opportunità di crescita professionale e governare gli impatti sociali del settore sulle comunità locali.
Dal confronto è emersa inoltre la necessità di rafforzare la formazione pratica per studenti e docenti e l’aggiornamento dei lavoratori, insieme alla proposta di adottare un modello partecipativo in grado di coinvolgere gli stakeholder nella rilevazione dei fabbisogni e nella definizione e nell’orientamento delle politiche pubbliche.
M.A.R.E. FVG ringrazia tutti i relatori e i partecipanti per il confronto.
Il futuro della cantieristica europea si gioca anche sulla capacità di attrarre nuovi talenti, preservare il know-how industriale e sviluppare le competenze necessarie alle transizioni verde e digitale. Una sfida sempre più urgente, considerando che circa il 40% della forza lavoro del settore è destinato al pensionamento nel prossimo decennio.
Di questo si è discusso l’8 ottobre a Trieste, durante l’evento “Industria e formazione per il futuro della cantieristica europea: dalla strategia all’azione”, organizzato da M.A.R.E. TC FVG nell’ambito del progetto europeo LeaderSHIP.
Nel mercato cantieristico mondiale dominato dall’Asia, l’OCSE ha richiamato la carenza di specialisti e il rischio di perdere competenze maturate nel tempo. La Commissione europea – DG GROW ha collocato queste sfide nella strategia industriale marittima dell’UE, che punta su innovazione, occupazione di qualità e filiere più forti, anche attraverso la nuova EU Industrial Maritime Value Chains Alliance.
Questa direzione è stata tracciata dalla Strategia settoriale per le competenze sviluppata da LeaderSHIP, presentata da SEA Europe: tra le proposte, trasferimento del know-how, formazione accessibile alle PMI e monitoraggio dei fabbisogni. Tra gli obiettivi della strategia rientra anche quello di attrarre e trattenere nuovi talenti, con particolare attenzione a giovani, donne e NEET.
Nel Policy Café, coordinato da EnAIP FVG, imprese, università, scuole ed enti di formazione hanno discusso le esigenze del territorio, tra cui la difficoltà di reperire ingegneri navali, saldatori e operatori di cantiere. Rendere più attrattiva la cantieristica significa avvicinare i giovani alle STEM e alle professioni del mare fin dai primi anni di scuola, migliorare le condizioni di lavoro, anche in termini di retribuzione ed equilibrio tra vita privata e lavoro, offrire opportunità di crescita professionale e governare gli impatti sociali del settore sulle comunità locali.
Dal confronto è emersa inoltre la necessità di rafforzare la formazione pratica per studenti e docenti e l’aggiornamento dei lavoratori, insieme alla proposta di adottare un modello partecipativo in grado di coinvolgere gli stakeholder nella rilevazione dei fabbisogni e nella definizione e nell’orientamento delle politiche pubbliche.
M.A.R.E. FVG ringrazia tutti i relatori e i partecipanti per il confronto.